Notte sulla Senna di Pablo Cazzulani

clochard1Fonte: 7 giorni di follie

Una coppia passa intirizzita, nonostante la donna indossi una pelliccia e l’uomo un cappotto di lana; dall’altra parte del fiume, tra le insegne luminose che reclamizzano profumi e auto di lusso, leggo che il termometro segna -5, ma non ho particolarmente freddo. Da anni sono abituato a convivere con queste temperature; i due non mi notano neppure, troppo presi dalla voglia di infilarsi in un bistrot e sfuggire per qualche ora a questo inverno che sembra non voler finire più. Io avanzo, spingendo a fatica tra i cumuli di neve, tutto ciò che ho: questo carrello che ho rubato da un grande centro commerciale è la mia auto di lusso dentro cui due sacchi di iuta, laceri e consunti, sono il mio armadio. Il piccolo Lucky sta dormendoci sopra, guardiano silenzioso dei miei pochi stracci, mentre gli altri due miei piccoli tesori, Zippo e Mila, zampettano gioiosi ad un metro da me. Oggi siamo stati fortunati, abbiamo guadagnato qualche moneta su a Montmartre vendendo i nostri racconti ed i piccoli hanno potuto mangiare: non tutti i giorni capita, ma siamo sempre insieme e poi abbiamo amici su cui contare. Stiamo andando proprio da loro adesso, giù al Quai St.Michel perché è quasi mezzanotte e loro ci aspettano; sicuramente il Poeta sarà già arrivato, è sempre il primo, con il suo foulard giallo e l’immancabile mozzicone di sigaro; poi ci sarà Jean, il pittore, Philippe e Margot, che tutti conoscono come i mimi del Trocadero e poi gli altri, attori smarriti, musici erranti, scrittori, proprio come me, senza penne e senza fogli. Ognuno con la sua storia, una storia che cambia quando davanti al fuoco uno di noi prende la parola e racconta la fiaba della propria vita, narra di esistenze invisibili per il resto del mondo ma che sono il calore delle nostri notti. Non so come sono arrivato a Parigi, forse ci sono nato e questo ricordo è andato smarrito, si è perso nel tempo da quando ho deciso di essere libero, ma poco importa dove sia, conta con chi sia e questa è la mia famiglia. Spunta chissà da dove una bottiglia di vino, la fisarmonica del Bretone invade con le sue note la Senna mentre dall’alto del Quai ricche signore dirette a Notre Dame ci guardano con disprezzo… Buon Natale anche a voi, mesdames. Zippo e Lucky si raggomitolano tra le mie gambe, Mila appoggia il musetto sul mio petto. Chiudo gli occhi, una lacrima scivola fuori, mentre il mio spirito si apre a Dio.

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