L’odio è un liquore prezioso, un veleno più caro di quello dei Borgia
perché è fatto con il nostro sangue, la nostra salute, il nostro sonno
e due terzi del nostro amore. Bisogna esserne avari

Charles Baudelaire

 

book cover mock-up file from la resa degli innocenti.jpgCosa fareste se rapissero uno dei vostri figli? E cosa sareste disposti a fare per ritrovarlo? Queste le domande di partenza che si è posta Irma Panova Maino per scrivere un romanzo duro, a tratti crudo, che non lascia indifferenti. Con quel pizzico di sovrannaturale che caratterizza tutte le opere di questa autrice.

Barbara è una donna dolorosamente segnata dalla vita per la morte del marito in un grave incidente, ma supera il momento terribile quando si accorge di essere incinta: è il piccolo Marco a darle, per dodici anni, la forza e il coraggio di continuare a vivere. Ma un giorno, una nuova tragedia la travolge: il figlio scompare nel nulla, senza lasciare alcuna traccia. Questo le permette ancora di sperare, di ipotizzare che il piccolo non sia morto, ma che sia stato rapito. Inutile farsi illusioni, certamente la verità che si cela dietro quella scomparsa non può essere che drammatica, ma una madre ha il bisogno di sapere. Marco è stato rapito da chi voleva venderne gli organi, per farlo entrare nel lubrico circuito della pedofilia o per quali altri abietti motivi?

Dopo un terribile periodo di depressione, la donna reagisce a suo modo, trasformando se stessa in un’arma letale, disposta a tutto, nascondendo sotto una scorza impenetrabile un cuore che non smette di sanguinare, mostrando all’esterno soltanto durezza e feroce determinazione. Barbara diventa Rian, spietata giustiziera, alla ricerca di qualche traccia del figlio.

Una singolare figura maschile le sarà accanto fino alla fine, fino a quando lei troverà tutte le risposte che cerca e anche l’unica pace possibile.

I personaggi

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3 comments to “La resa degli innocenti”

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  1. Lalayasha - 4 dicembre 2014 at 20:40 Reply

    Cara Irma, che dire?
    Un libro bellissimo. Molto coinvolgente e avvincente.
    Mi spiace un pò per le sorti di Barbara, ma è un sentimento spontaneo, che arriva al momento cruciale. Pensandoci su un momento, tutto sommato, lei si “ricongiunge” a ciò che aveva perso.
    La cosa più bella? Joe e la sua decisione di fare da testimone-portavoce delle idee di Barbara e, volendo, del suo animo. Cosa che mi ha fatto ripensare al film Pensieri Pericolosi, dove viene citata una frase che dice : “..e le mie idee continueranno a volare anche se sarò sottoterra”. Certo, è un pensiero un pò forte e quasi un pò “estremo”, però rende quello che farà Joe.
    Passando allo stile: scrittura scorrevolissima, secondo me aiutata anche dal fatto che sai descrivere qualsiasi cosa senza dilungarti troppo, ma rendendo comunque bene la scena o la sensazione raccontata, tanto da riuscire a farla immaginare nella mente come fosse un film. Almeno a me è capitato così.
    Per cui tantissimi complimenti! Bacioni!! Ross =)

    • iltronodelvampiro - 5 dicembre 2014 at 15:54 Reply

      grazie mille Ross. Non è stato facile affrontare un tema delicato, come quello trattato nel libro, senza eccedere.

  2. Antonella Mattei - 2 novembre 2015 at 10:07 Reply

    LA RESA DEGLI INNOCENTI
    di Irma Panova Maino

    L’autrice catapulta il lettore in un mondo di disperazione e sete di vendetta: niente giustizia degli uomini o di Dio per Barbara, madre di un adolescente scomparso negli abissi della pedofilia più bieca. E’ questa madre la protagonista assoluta della storia, tutto ruota intorno a lei e alla sua sete insanabile di sangue, gli altri personaggi risultano solo dei comprimari, sopraffatti dalla forza dei suoi pensieri, dei suoi incubi, delle sue azioni. Il tono nero del romanzo viene leggermente alleggerito dalla comparsa del misterioso Leonardo che , come a Samarcanda, ritrova e rincorre la donna prevedendo ogni sua mossa. Cosa vuole Leonardo da questa madre? E lei cosa avrebbe voluto da lui mille attimi della sua esistenza? Solo alla fine l’autrice svela l’identità di Leonardo, dando al lettore chiavi diverse di lettura più o meno diaboliche o angeliche. Il lungo viaggio sia interiore di Barbara alla ricerca di suo figlio la vedrà trasformarsi sia fisicamente che mentalmente da madre amorevole ad angelo della morte, giustiziere assetato di sangue e verità che troverà insieme ad una pace a lungo ricercata. La lunga ricerca la trascinerà negli abissi della perversione, della pedofilia, della tratta di schiavi sessuali a contatto con personaggi viscidi dei quali non avrà nessuna pietà e non sarà un viaggio vano perché troverà sulla sua strada un discepolo pronto a portare il testimone passato da Barbara. E’ un racconto che si legge senza aver voglia di smettere, perché c’è assoluta curiosità di sapere cosa e chi toccherà la vendetta di Barbara. E andrà esattamente come Barbara aveva previsto. E come aveva previsto Leonardo.

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