La mia eternità

Vedo il tempo scorrere lento, fra le spire agognanti della mia solitudine. A nulla valgono le anime che mi circondano, tetri spettri di una vita che fu. A nulla serve quel lamento infernale che riecheggia nelle tenebre.

Sono solo. Solo come l’alba che ogni giorno illumina la vita e solo come il tramonto che precede la notte. Solo nel silenzio irriverente in questo luogo infame.

A nulla è servito l’amore, il desiderio, la speranza… Lei mi sfugge ancora. Lei ama a metà e nessuna delle due parti sono io.

Sono solo un’icona, il simbolo di ciò che non è vita, che non è calore, che non è la follia indecente racchiusa in quel sentimento conturbante che porta gli uomini sull’orlo del baratro. Attimo dopo attimo resto immune al passare del tempo, immobile nello scorrere delle ere, inamovibile come il monte che mi grava addosso, facendomi sentire il peso della sua ombra.

E tu, lassù… fratello ingrato, quante volte hai rivolto il tuo sguardo verso il basso, cercando il mio fra questi gironi immondi. Sono il solo a comprendere queste anime perse, il solo a sapere cosa voglia dire portare il marchio eterno, le catene che legano e strangolano e ti scagliano in quel desiderio terribile che non verrà mai soddisfatto. Prigioniero e carnefice allo stesso tempo, schiavo e padrone del medesimo fato.

Raccolto nel mio intimo per non cedere e non credere che vi sia esistenza migliore. Ma io so… so che esiste altro. E il fatto di sapere non consola, non lenisce, non guarisce, porta solo ad altra follia.

Inchiodatemi qui, alla mia croce pagana, al mio ceppo sacrilego! Datemi la dignità nella morte! Ma non lasciatemi ancora agonizzare in queste spire senza fondo, in questo marasma senza fine. Il mio dolore è il dolore degli uomini. Le mie lacrime sono le lacrime degli esseri che vivono e respirano e gioiscono e soffrono, prima di approdare qui. Perché dunque il mio destino è uguale al loro?

Se Dio sono, dove sono i miei privilegi, la mia divinità? Dove la mia magnificenza, la mia eternità? Che cosa mi rende un Dio? Cosa mi eleva al di sopra del comune mortale?

Non sono niente. Sono solo ombra e polvere, tenebra e disperazione. Sono solo sospiro e morte, afflizione e pena. Sono solo illusione e sconforto, inganno e dannazione.

Sono solo, eternamente solo.

© 2015 di Irma Panova Maino

About the author: iltronodelvampiro

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